Il Centro Studi Confindustria Moda ha recentemente presentato insieme ad Assocalzaturifici i dati che certificano la ripresa del comparto calzaturiero italiano.
“Dopo l’ennesimo record conseguito a consuntivo 2022 (12,65 miliardi di euro, +23% sul 2021), prosegue l’incremento dell’export, segnando +16,1% a valore” – ha dichiarato in una nota la Presidente di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini.
Nel primo trimestre del 2023, tra i primi 20 mercati di destinazione delle calzature italiane, 19 presentano rilevanti aumenti in valore, spesso a doppia cifra (+78,6% Turchia, +43% Emirati Arabi Uniti, +30,6% Cina). I primi tre partner per volume d’affari sono la Francia (597 milioni di euro), la Svizzera (472 milioni), e gli Stati Uniti d’America (374 milioni).
Il comparto delle calzature con tomaio in pelle resta il primo per importanza, rappresentando il 63% sulle vendite estere, ed è l’unico a registrare incrementi dell’export sia in valore (+18,6%) che in volume (+1,4%). Resta comunque alto, nel settore, il divario con i volumi pre-pandemici (-16,6% vs 2019).
Tra le voci del comparto, si evidenzia un calo nel settore delle calzature in pelle da bambino (-12% in volume), che interrompono il trend positivo dell’ultimo biennio. Segno positivo invece per i segmenti uomo (+4,7%) e donna (+1,5% in volume).
A livello distrettuale, le esportazioni da record di alcune province sono da ricondursi alla presenza di hub logistici (spesso legati alle vendite online) e di depositi delle multinazionali d’alta gamma. In quest’ottica vanno letti i dati relativi alla città metropolitana di Milano, che ha registrato nel primo trimestre un notevole incremento tendenziale del +64%, scavalcando Firenze come prima provincia esportatrice del settore. Per effetto di questi cambiamenti nelle dinamiche distributive, la Lombardia, forte di una crescita delle esportazioni del +49,5%, ha superato la Toscana (-6%) nella graduatoria dell’export per regione, salendo nel primo trimestre 2023 al secondo posto dietro al Veneto, saldamente in prima posizione grazie ad un incremento del +12,6%.
Escludendo l’eccezione della Toscana e la Puglia (rimasta stabile, con lieve decremento del -0,2%), tutte le altre aree storicamente a vocazione calzaturiera presentano aumenti a due cifre: le Marche registrano una crescita del +20,3%, che l’hanno portata a superare i livelli pre-pandemici. Unica regione ancora al di sotto (-3,8%) delle performance del 2019, la Campania, che registra comunque una crescita nelle esportazioni del +22,2%.


