L’export digitale dell’Italia verso la Cina mostra un andamento nettamente positivo, in controtendenza rispetto al rallentamento delle esportazioni tradizionali. È quanto emerge dalla seconda edizione del rapporto SDA Bocconi sul contributo dei marketplace di Alibaba all’economia europea e allo sviluppo sostenibile delle PMI, che evidenzia come il canale online stia diventando un fattore determinante per l’accesso delle imprese italiane al mercato cinese.
Lo studio analizza sei Paesi europei e quantifica in 38,6 miliardi di euro il contributo complessivo al PIL generato dalle attività di export sulle piattaforme Alibaba tra il 2022 e il 2024, con circa 143.000 posti di lavoro direttamente collegati. L’Italia pesa per 10,25 miliardi e nel 2024 ha raggiunto 5,19 miliardi di euro di vendite su Taobao e Tmall, con un incremento di circa mezzo miliardo rispetto all’anno precedente.
A trainare la domanda dei consumatori cinesi sono soprattutto moda, abbigliamento e pelletteria, che rappresentano il 67% delle vendite italiane. In crescita anche beauty, integratori e prodotti legati al benessere, grazie alla reputazione del Made in Italy nella cura della persona. Il quadro risulta ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale dell’export europeo verso la Cina, in calo del 5%, mentre l’export digitale sulle piattaforme Alibaba cresce del 7%.
Nel 2025 il valore complessivo dell’export italiano verso la Cina è stimato in 15,3 miliardi di euro, di cui circa 10 miliardi transitano direttamente dai canali digitali del gruppo Alibaba, a conferma che quasi la metà delle esportazioni non strumentali verso il Paese avviene online. Il dato riflette anche le abitudini dei consumatori cinesi, per i quali un acquisto su due viene effettuato su piattaforme e-commerce.
L’ecosistema Alibaba – composto da Tmall, Tmall Global, Taobao, integrato con soluzioni come Alipay e la logistica Cainiao – sta assumendo un ruolo strategico nel facilitare l’ingresso delle imprese italiane nel mercato cinese, rendendo possibile la vendita senza una presenza fisica sul territorio e offrendo accesso immediato a milioni di utenti. Il rapporto sottolinea inoltre che questi strumenti digitali favoriscono la raccolta di dati di mercato, insight sui consumatori e competenze utili per strategie di internazionalizzazione più efficaci.
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